Ottocento

L'Opera



Un'opera popolare che fonde teatro, musica, danza, luci, speciali videoproiezioni, effetti sonori in multidiffusione.

E' la trascrizione scenica del libro di Maria Corti “L’ora di tutti” rappresentata in prima assoluta ad Otranto il 7,8,9 agosto 2009. Uno spettacolo metafisico che mostra un Salento nuovo ed enigmatico, l'esplorazione di un mondo arcaico senza tempo, un quadro che come per incantesimo mette insieme attori e pubblico protagonisti di un dramma avventuroso. Otranto è ricostruita come luogo, non solo della memoria, ma della fantasia, architettonicamente immaginaria, ma inerente alla ricostruzione di un fatto che è avvenuto e ricreato nelle emozioni. Non si ha paura dei turchi ma si può aver paura dell’invasione, del nuovo, di quello che potrebbe essere anche più evoluto e potrebbe modificare la nostra vita, costringerci in prigionia, o forse ucciderci. Legheremo alle storie dei protagonisti le nostre voluttà, miserie e paure. Riusciremmo a restare noi stessi con i nostri valori, in una situazione così drammatica? E se avessimo solo un'ora, la nostra ultima ora?

Lo spettacolo procede con un soggetto essenzialmente recitato e con parti cantate da solisti e coro. Non lo definiamo un musical perché il soggetto con tragico epilogo non può essere tradotto attraverso gli stilemi del musical o della commedia musicale italiana; ma la comprensione dei testi, recitati e cantati, la facile comunicazione ideata per un pubblico ampio, inquadra lo spettacolo nel genere opera popolare compresa da tutti.

La supervisione artistica è di Franco Battiato, le musiche di Francesco Libetta, gli arrangiamenti di Angelo Privitera, collaboratore più stretto di Battiato per la composizione dei suoi brani. Le musiche verranno eseguite dal vivo da un ensamble formato da alcuni tra i più apprezzati musicisti pugliesi, il coro è interprete del popolo otrantino, dei turchi saraceni, dei soldati spagnoli, dei frati del Convento di Casole. La regia di Fredy Franzutti, le coreografie del Balletto del Sud sono una sintesi di tradizione popolare, accademismo leformale, elementi di danze orientali. Gli attori sono tutti giovani sotto i 30 anni selezionati in una apposita audizione. Le scene sono realizzate con speciali videoproiettori che riproducono sulle grandi mura del castello una scenografia virtuale ispirata alle opere pittoriche di Nino Della Notte, uno dei più grandi pittori-poeti salentini che ha saputo raccontare un Salento nuovo carico di suggestioni.